Settimo Chakra
- Il Sussurro degli Spiriti

- 25 giu 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 2 giorni fa

Il Cerchio degli Spiriti
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Il “Chakra della Corona” prende questo nome perché, come una corona, si trova sulla sommità del cranio. In sanscrito viene chiamato “Sahasrara” che significa “mille volte tanto” perché viene rappresentato come un fiore di Loto dai mille petali, simbolo della crescita spirituale. Il numero mille simboleggia la completezza e la perfezione. Il fiore di Loto, che cresce dal buio e dalla melma per poi divenire un fiore puro, rappresenta lo sviluppo della consapevolezza umana, dalle qualità primordiali relative ai Chakra inferiori, verso la radiosa luce dell’Anima. La sua funzione è il collegamento spirituale, ed è il centro della Spiritualità e della fede. Questo Chakra serve per metterci in relazione con la nostra parte spirituale e, quindi, con il Divino. L’attivazione di questo Chakra implica l’apertura a nuovi modelli di pensiero, e a fonti di saggezza e conoscenza nuove e mai esplorate prima. La sua energia ci aiuta ad abbandonare il passato, lasciandoci alle spalle eventi o traumi e ci insegna a riconoscere le nostre responsabilità. Il suo colore è il porpora, tradizionalmente associato alla ricchezza spirituale e alla maestà. Si trova a circa dieci centimetri sopra la testa ed è a metà della Nadi Sushumna. Il Chakra della corona è associato all’epifisi, cioè la ghiandola pineale, un centro che, nel nostro corpo, regola il ritmo sonno-veglia, fame-sete e la temperatura corporea, oltre che stimolare l’ipofisi a produrre ormoni. Gli organi e le parti del corpo coinvolti sono la parte alta della testa, il cuoio capelluto, il cervello e la parte superiore della corteccia telencefalica. Una chiusura o una carenza di Sahasrara comporta un impedimento al flusso energetico lungo il cammino della coscienza e si manifesta come difficoltà nell’apprendimento e nella concentrazione, oppure con un senso di chiusura e ostilità verso nuove informazioni o punti di vista, egocentrismo. Un altro tipico “sintomo” di un settimo Chakra carente è lo scetticismo spirituale, ossia la convinzione che non esista nulla al di fuori del mondo tangibile. Quando la sua energia è in eccesso, può portare ad una dipendenza spirituale esagerata, può spingere a perdere il contatto con il proprio radicamento e le proprie emozioni, in quanto viene sottratta energia ai Chakra inferiori. Le disfunzioni causate dal blocco possono manifestarsi come: apatia, tumore al cervello, sinusite (con cefalea), ipotiroidismo (come problemi al sistema nervoso centrale), epilessia, dislessia, alienazione, sclerosi multipla, depressione, demenza.
Attivare e pulire i Chakra
Visualizzazione: sperimentare sensazioni di grandi vastità senza barriere e confini. Ammirare, lasciando che lo sguardo si perda nell’infinito. Questa vastità va osservata dalla cima di una montagna molto alta (immersi nel cielo).
Musica: il silenzio profondo per questo Chakra e la musica migliore. Canticchiare “OM”.
Aromaterapia: la resina dell’Incenso purifica l’ambiente e rivitalizza la mente e l’animo. Il profumo stimolante del fiore di Loto, simbolo di bellezza e purezza, porta alla completezza spirituale. Mentre la Melissa quieta le paure profonde. Il Bergamotto, invece, calma lo stato depressivo.
Massaggio plantare: massaggiare sempre in modo circolatorio l’area del piede di fianco indicata.
Avvertenze: nonostante la massima cura posta nella formulazione delle “metodiche terapeutiche”, risulta indispensabile non applicare tali suggerimenti (anche perché non esiste un “quadro clinico puro”; sarà, quindi, una condizione indispensabile, per i nostri fini, individuare correttamente la “condizione energetica” dominante!) a disagi particolarmente significativi. Si suggerisce, pertanto, in caso di problemi specifici, spesso unici, di consultarsi con il proprio medico di base al fine di ottenere informazioni più complete, più precise e, soprattutto, più aggiornate possibili.




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